Oltre 12 anni fa la strage operaia alla Thyssenkrupp.
I massimi responsabili della morte di 7 operai ancora liberi!
Riceviamo e volentieri diffondiamo
Oltre 12 anni fa la strage operaia alla Thyssen krupp.
I massimi responsabili della morte di 7 operai ancora liberi!
Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, manager tedeschi condannati in via definitiva il 13 maggio 2016, devono (anzi, dovrebbero!) scontare 5 anni di carcere per omicidio colposo, incendio doloso e omissioni di misure antinfortunistiche, pena massima per questi reati in Germania.
Nel 12° anniversario della strage di Torino (6 dicembre 2007), il Coordinamento lavoratrici/lavoratori autoconvocati (C.L.A.) per l'unità della classe - formato da iscritti e militanti di diversi sindacati di base e dell'opposizione in Cgil, da delegati Rsu e lavoratori non iscritti - ha promosso la giornata di mobilitazione il 7 dicembre 2019 con presidio di fronte alla sede regionale di Confindustria a Torino e l'assemblea con i familiari dei 7 operai e della strage ferroviaria di Viareggio, coerentemente con l'obiettivo di unire i lavoratori, esprimere sostegno alle lotte e costruire solidarietà. E' stata un'iniziativa impegnativa, significativa e partecipata, di denuncia politica su condizioni di lavoro, per la salute e la sicurezza nelle aziende.
Le generazioni di uomini e donne delle classi sfruttate e oppresse hanno consegnato alla generazione successiva i propri tormenti e le proprie aspirazioni. La giustizia è una di queste aspirazioni. I morti sul lavoro e da lavoro fanno vivere questa aspirazione ovunque; quando, invece, questa aspirazione si concentra solamente nei tribunali si esaurisce e spesso si trasforma, diventa la richiesta che padroni, Stato, governi, istituzioni, politicanti … siano altro da ciò che sono.
Queste aspirazioni non si esauriscono e non si trasformano in false aspettative quando sono le classi subalterne a farsene carico, a farla concretamente vivere in ogni lotta, in ogni mobilitazione, in ogni occasione e momento della vita, a utilizzarle per smascherare ogni promessa che 'lorsignori' vendono, a servirsene per la causa contro il capitale che pretende profitto e, per questo, provoca morte, dolore e sacrifici.
Dopo oltre 12 anni, le madri e i familiari dei 7 operai bruciati vivi dal profitto - bruciati come i 32 abitanti di via Ponchielli alla stazione di Viareggio e i 140 lavoratori e passeggeri del 'Moby Prince' a Livorno - pretendono quella giustizia che ancora non viene loro riconosciuta.
Siamo stati con le mamme degli operai il 7 dicembre scorso a Torino, siamo con loro, saremo con loro … nella lotta per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, nel territorio, nella società.
Come C.L.A., assieme a tutti coloro che vogliono unire le forze, le intelligenze, le esperienze, la volontà a non arrendersi, perché l'unica lotta persa è quella che si abbandona, abbiamo il compito di alimentare e socializzare la consapevolezza che battendosi sul terreno della forza e della ragione, i lavoratori potranno difendere salute e sicurezza sul posto di lavoro e sul territorio nella presente società e che solo in quella futura, governata da chi produce la ricchezza e costruita per il benessere di tutta l'umanità e non per il profitto, sarà possibile raggiungere in modo pieno e definitivo il traguardo di una produzione in armonia con l'essere umano e la natura.
Coordinamento lavoratrici/lavoratori autoconvocati (C.L.A.) per l'unità della classe
e-mail: coordautoconvocat2019@gmail.com
Oggi, 31 maggio ore 16.30, assemblea nazionale in 'video-conferenza'.
Chi è interessato, e ancora non si è proposto, si metta in contatto con la e-mail del C.L.A.